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Cos'è la psicoterapia individuale?

La psicoterapia è una forma di aiuto che cura attraverso il rapporto interpersonale. In questo approccio la parola è più di una parola, è un contatto profondo. Lo psicoterapeuta ed il paziente mettono in gioco le loro personalità nel setting terapeutico, un luogo protetto e riservato per eccellenza. In questo ambito il paziente può sentirsi libero di parlare di se stesso ed esprimere completamente il suo disagio. Il paziente porta un malessere esistenziale, esso può presentarsi sotto forma di sintomi manifesti come ansia, depressione, fobie (claustrofobia, agorafobia, fobia sociale ecc.), attacchi di panico, o più in generale possono essere insicurezze, incapacità di prendere decisioni, o altri disturbi della sfera psicologica ed emotiva. Può anche trovarsi in un momento esistenziale difficile, in cui non riesce a far fronte a difficoltà più pratiche ed oggettive. Il suo peso riguarda perciò un'incapacità sul lavoro, in famiglia, nelle relazioni di coppia o nell'ambito della sessualità. Tutte aree in cui normalmente si presenta una situazione critica e ripetitiva.

 
Qual è lo scopo della psicoterapia?

La psicoterapia si svolge sempre sulla base di una relazione umana. Ogni problema psicologico solitamente avviene nella relazione e si cura attraverso relazione. Lo scopo del rapporto terapeutico è quello di poter riconoscere e gestire le dinamiche della propria sofferenza. La cura avviene solamente in un clima di fiducia e comprensione. Una volta riconosciute le origini e le modalità con cui giunge alla condizione di disagio grazie al percorso terapeutico, il paziente è maggiormente in grado di cambiarle in accordo con il suo percorso di realizzazione e di crescita. Questo è lo scopo principale della psicoterapia.




Perché una Terapia di Coppia?


La difficoltà di comunicare, la distanza emotiva tra i partner, il fatto, a volte dopo tanto tempo, di non riconoscersi più e di ritrovarsi come due estranei, o il non riuscire più a trovare, in un problema specifico, un accordo emotivamente soddisfacente ed iniziare un litigio interminabile quanto inutile, possono indicare la necessità di intervenire con una terapia di coppia. 

Spesso, prima di arrivare a chiedere aiuto, entrambi i coniugi hanno già provato a risolvere le proprie problematiche rivolgendosi ad amici, parenti, alle istituzioni religiose o a forme diverse di compensazione del disagio. 
Lo stesso tradimento, purtroppo, si configura spesso come una “forma altra” di richiesta d'aiuto. 
In realtà, ognuno di questi movimenti tende generalmente a sancire tra i partner un percorso di separazione, emotiva e psicologica, al termine del quale ci si trova sfiancati e confusi rispetto a quelle che possono ancora essere le risorse cui attingere per recuperare il rapporto.
La terapia di coppia può essere indicata anche quando uno dei membri presenta una patologia che troverebbe giovamento, e una soluzione più rapida, se questi potesse ricevere un aiuto consapevole dal partner. Nella depressione, nei problemi di legati all'ansia, nelle dipendenze, nei disturbi alimentarinell'adulto e persino nelle crisi psicotiche degli adulti, è stato scientificamente dimostrata la maggiore efficacia di una terapia di coppia rispetto a qualunque tipo di intervento solo individuale o farmacologico
La vicinanza del partner, quando dobbiamo affrontare le nostre difficoltà e le nostre paure, ci incoraggia e sostiene. Inoltre la terapia sostiene anche il partner e gli permette di usare in modo più utile le sue conoscenze e possibilità. 
Va poi detto che, spesso, si tende a considerare la terapia come uno strumento che – quasi magicamente - risolve i problemi all’interno della coppia e permette una riappacificazione, e che a fare tutto questo sia il terapeuta. 
Questa errata credenza, non solo investe il professionista di una grossa responsabilità, ma soprattutto declassa coloro che la richiedono a una forte passività. 
Come nella relazione tra i partner, anche nella relazione terapeutica il lavoro di introspezione dovrebbe essere svolto da entrambe le parti, assumendosi ognuno la propria parte di responsabilità; non è un percorso semplice, ma se alla base è presente questo presupposto, assieme ad una forte motivazione, il cambiamento è già avviato. 
Chi avesse il bisogno o la curiosità di esplorare quanto detto, deve sapere che dovrà imparare ad analizzare il rapporto con le proprie famiglie d’origine, capire che funzione ha il sintomo del malessere all’interno della relazione, il perché si è attivato in un momento particolare della vita di coppia e quali sono le dinamiche che incastrano entrambi senza permetterne lo sblocco e l’evoluzione. 
Imparare a riconoscere e a sciogliere questi nodi permetterà la sperimentazione di nuovi comportamenti e attiverà delle risorse nuove o già presenti, ma male utilizzate.